Autonomia differenziata: tutte le ragioni per dire NO!

La Segreteria confederale della CGIL e la CGIL tutta esprime la propria contrarietà all’ipotesi in discussione di autonomia differenziata e all’ipotesi di superare la centralità del Parlamento in favore di un sistema di natura presidenziale, semipresidenziale o di premierato.
Dare attuazione all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione – nelle condizioni date, con le modalità proposte e a risorse invariate – costituirebbe un attacco all’unitarietà dei diritti sociali, destinato a produrre una cristallizzazione dei divari esistenti e un aumento delle disuguaglianze.
Così come riconoscere una competenza regionale esclusiva su materie di rilevanza strategica, e non suscettibili di frazionamento territoriale, rappresenterebbe la rinuncia ad un governo nazionale e unitario delle politiche economiche, industriali e di sviluppo del Paese.
Scardinare l’equilibrio tra principio di rappresentatività e governabilità – attraverso soluzioni semplificatorie che riducono la partecipazione democratica all’individuazione plebiscitaria del capo dell’esecutivo o del presidente della Repubblica – sarebbe, è, uno stravolgimento della Costituzione repubblicana, che ha individuato la sede della sovranità popolare in un organo collegiale rappresentativo di tutta la nazione quale è il Parlamento, per introdurre un sistema che, invece, la affida ad un singolo eletto, diretta espressione di una sola parte della popolazione.
L’assetto istituzionale della Repubblica non è una variabile indipendente rispetto all’idea di Paese che si ha, non è una variabile indipendente rispetto a come si governano i processi economici e sociali, a come si delineano nuovi modelli di sviluppo possibili e, quindi, a come si garantiscono i diritti civili e sociali alla popolazione. La scelta, dunque, è: tra un assetto plurale e decentrato, ma unitario e solidale, o un modello centralizzato e monocratico, frammentato e chiuso in piccole patrie.
La crisi sociale e democratica che stiamo vivendo può, e deve, essere affrontata attuando pienamente la nostra Costituzione, non stravolgendone principi e ordinamento, né abbandonandolo spirito con cui i Padri costituenti hanno fondato la Repubblica antifascista nata dalla Resistenza e fondata sul lavoro.
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